FAQ

Tutti i cittadini italiani saranno potenzialmente coinvolti, ma solo oltre i 500.000 euro personali di patrimonio.

Questo significa, ad esempio, che una coppia che possieda un appartamento del valore di 250.000 euro, una seconda casa del valore di 200.000 e 150.000 euro di risparmi non pagherà nulla.

La nostra proposta prevede una franchigia personale di 500.000 euro.

Sopra la soglia di 500.000 euro pagheranno tutti la stessa percentuale?

No. Si pagherà lo 0.2% fra i 500.000 e 1 milione di euro. Lo 0.5% fra 1 e 5 milioni. 1% da 5 a 10 milioni. 1.5% da 10 a 50 milioni. Oltre i 50 milioni il 2%.

Si tratta di un’imposta progressiva e quindi si procede a scaglioni.

Chi avesse 100 milioni pagherebbe quindi 0 sui primi 500.000, 1.000 per il primo scaglione, 20.000 per il secondo, 50.000 per il terzo, 600.000 per il quarto, 1.000.000 per l’ultimo. Totale: 1.671.000 l’anno, ovvero un’aliquota reale di 1,6%.

Si. Anche se incideranno poco, dato che normalmente rappresentano una quota minore della ricchezza personale.

La prima casa fa parte dell’imponibile e quindi contribuisce a determinare il patrimonio personale complessivo.

Naturalmente in caso sia intestata a più persone, il suo valore deve essere distribuito fra loro in base alla quota di proprietà.

Se ad esempio una coppia dovesse possedere una prima casa del valore di 600.000 euro, questa concorrerebbe per 300.000 ciascuno.

Se la ricchezza ulteriore complessiva dei due non fosse superiore a 200.000 euro a testa, nessuno pagherebbe nulla.

Utilizziamo il valore catastale a fini IMU, ovvero la rendita catastale moltiplicata per 160 e per 1.05.

La mia casa è intestata a due persone, come devo calcolare il suo valore?

Metà per uno.

Si. Ma solo al momento dell’eventuale riscatto.

No invece per la parte destinata a rendita.

IMU, imposta di bollo su dossier titoli e imposta di bollo su conto corrente.

È una tassa sul patrimonio e quindi il reddito non c’entra nulla.

No. L’imposta colpisce il complesso dei beni posseduti.

Stimiamo un gettito ulteriore di circa 10 miliardi annui rispetto a quello generato dalle imposte che saranno abolite.

Sono destinati a un fondo che abbiamo denominato Art. 3, come l’articolo della Costituzione che impone di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano l’uguaglianza e la libertà dei cittadini.

Saranno quindi destinate a edilizia popolare, scuola, sanità pubblica e Università, ammortizzatori sociali.

Sono compresi tutti i beni ovunque detenuti.

Quindi sì.